Si è tenuta venerdì 16 settembre a San Nicola di Melfi una manifestazione di protesta per chiedere la chiusura dell'inceneritore Fenice-EDF, da anni al centro di numerose controversie. Vi hanno partecipato oltre 40 associazioni e comitati, tra i quali i circoli GD di Lavello, Rapolla e Melfi: la tesi dei manifestanti è che da oltre dieci anni l'inceneritore emette nell'ambiente sostanze inquinanti connesse alla sua attività superando di gran lunga i parametri previsti dalla legge. A confermare ciò è un rapporto pubblicato sabato scorso dall'ARPAB, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata, sui dati mancanti relativi al monitoraggio dei pozzi tra il 2002 e il 2007. Dal documento emerge una rilevazione di 7032 ug/l di nickel, ben superiore rispetto al limite massimo consentito di 20 ug/l. «È la dimostrazione che le nostre preoccupazioni erano e sono fondate», fa sapere il Comitato "Diritto alla salute". «Supplichiamo Regione, Provincia e Magistratura, preso atto della grave situazione, di intervenire affinché questo scempio venga interrotto, anche se con un imperdonabile ritardo». E conclude il comunicato: «Bisogna bloccare immediatamente l'attività di Fenice-EDF attraverso la revoca dell'autorizzazione temporanea della Provincia e l'annullamento della procedura autorizzativa AIA del Dipartimento Ambiente Regione Basilicata.

ma non avete mai fatto nulla in questi anni,vi siete svegliati adesso?
RispondiEliminaLe manifestazioni per chiedere la chiusura di Fenice vanno avanti già da alcuni anni, in particolare a Melfi e a Lavello. La diffusione a settembre dei dati da parte dell'ARPAB ha naturalmente fatto mobilitare anche molte associazioni di altri comuni.
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