giovedì 22 settembre 2011

A San Nicola la protesta degli anti-Fenice. C'erano anche i GD di Rapolla

Si è tenuta venerdì 16 settembre a San Nicola di Melfi una manifestazione di protesta per chiedere la chiusura dell'inceneritore Fenice-EDF, da anni al centro di numerose controversie. Vi hanno partecipato oltre 40 associazioni e comitati, tra i quali i circoli GD di Lavello, Rapolla e Melfi: la tesi dei manifestanti è che da oltre dieci anni l'inceneritore emette nell'ambiente sostanze inquinanti connesse alla sua attività superando di gran lunga i parametri previsti dalla legge. A confermare ciò è un rapporto pubblicato sabato scorso dall'ARPAB, l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Basilicata, sui dati mancanti relativi al monitoraggio dei pozzi tra il 2002 e il 2007. Dal documento emerge una rilevazione di 7032 ug/l di nickel, ben superiore rispetto al limite massimo consentito di 20 ug/l. «È la dimostrazione che le nostre preoccupazioni erano e sono fondate», fa sapere il Comitato "Diritto alla salute". «Supplichiamo Regione, Provincia e Magistratura, preso atto della grave situazione, di intervenire affinché questo scempio venga interrotto, anche se con un imperdonabile ritardo». E conclude il comunicato: «Bisogna bloccare immediatamente l'attività di Fenice-EDF attraverso la revoca dell'autorizzazione temporanea della Provincia e l'annullamento della procedura autorizzativa AIA del Dipartimento Ambiente Regione Basilicata.


2 commenti:

  1. ma non avete mai fatto nulla in questi anni,vi siete svegliati adesso?

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  2. Le manifestazioni per chiedere la chiusura di Fenice vanno avanti già da alcuni anni, in particolare a Melfi e a Lavello. La diffusione a settembre dei dati da parte dell'ARPAB ha naturalmente fatto mobilitare anche molte associazioni di altri comuni.

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